Sustain, educarsi al futuro sostenibile

sustainUna rete di scuole per il futuro sostenibile. E’ questo l’obiettivo del progetto Sustain che ha cominciato a installare i primi pannelli solari in Burkina Faso. In prospettiva c’è la formazione degli studenti, sia italiani sia africani per la promozione dello sviluppo basato sulle energie rinnovabili.

Si sta consolidando in questi mesi un network di docenti, studenti ed esperti che lavora a distanza per realizzare nuovi materiali didattici multidisciplinari. Il progetto ha l’obiettivo ambizioso di creare un villaggio scuola in Burkina Faso che produca la sua energia tramite pannelli solari e dove gli studenti imparino a installare pannelli per tutte le realtà africane che lo richiedano, aiutati dagli studenti italiani. Una collaborazione via Skype. Ma anche basata su viaggi fatti in prima persona. E in un viaggio in Burkina Faso alcuni studenti e docenti  di Taranto hanno installato tutto il materiale per creare un laboratorio di elettrotecnica pienamente funzionante.

ENEA e MIUR hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa con il quale “si impegnano, di comune intesa con le istituzioni scolastiche, a promuovere la più ampia collaborazione per la definizione di percorsi, rivolti agli studenti di ogni ordine e grado, volti alla promozione e diffusione della conoscenza sui temi connessi allo sviluppo sostenibile.  Nell’ambito di tale obiettivo favoriscono la partecipazione delle scuole italiane al Progetto Educarsi al futuro e la creazione di una Rete Nazionale di scuole per un futuro sostenibile“.

Mente del progetto è un ingegnere dell’ENEA:  Giovanni De Paoli. Il braccio operativo è Giustino Melchionne, docente di elettrotecnica, ingegnere anche lui.  Ed è così che alcune scuole di Taranto sono partite e hanno messo in piedi una vera e propria azione di cooperazione internazionale. Dai laboratori e dall’ora di elettrotecnica  gli studenti  imparano quanto siano importanti i pannelli solari per dare energia all’Africa.

Ma perché proprio ora i pannelli solari diventano così importanti per l’Africa?

Ha scritto Kevin Bullis su Technology Review: “La caduta dei costi di illuminazione a led, delle batterie e dei pannelli solari, assieme a business plan innovativi, stanno permettendo a milioni di famiglie in Africa e in altri paesi in via di sviluppo, di passare dalle lampade a petrolio a forme più pulite e sicure di illuminazione elettrica. Per molti, questo passo avanti offre anche un mezzo nuovo per ricaricare i telefoni cellulari, che stanno diventando onnipresenti in Africa, invece di dover noleggiare un generatore di energia. Progressi tecnologici stanno aprendo un enorme mercato per l’energia solare”.

Ed è così che un nuovo mercato è decollato. “Questo settore è esploso”, afferma Richenda Van Leeuwen, “senior director” per l’Energia e Clima Nazioni Unite. “C’è stato un cambiamento epocale negli ultimi cinque anni. L’improvviso interesse è alimentato dall’avvento del costo relativamente basso dei Led”, spiega Van Leeuwen . “Non molto tempo fa le lampadine a incandescenza richiedevano un pannello solare in grado di generare 20-30 watt, i led sono molto più efficienti”.

La rapida diminuzione del prezzo dei led consente di utilizzane dei pannelli fotovoltaici che generano solo pochi watt di potenza.

Le scuole è bene che si attivino proprio ora. Ci sono ragioni di solidarietà che si intrecciano con una rivoluzione tecnica, e il tutto diventa una prospettiva interessante che fornisce energia pulita, sviluppo sostenibile, educazione al futuro e anche posti di lavoro. Che volete di più dalla scuola?

 

Alessandro Marescotti

Per info: www.progettosustain.eu – http://www.educarsialfuturo.it/illumina.html